Questi audio sono del 1 luglio 2009 quando come Casa della Legalità andammo davanti ai cancelli della sede dell’ECO-GE. Un operaio ha il coraggio di raccontare il sistema di ricatto e intimidazione che tiene in scacco gli operai (la voce in questo caso è pubblicata camuffata e con sottotitoli). Un altro operaio insultava (“penosi”, “bastardi”) e minacciava (“ti strappo il cuore”). Un terzo dipendente diceva chiaramente che l’ECO-GE sta in piedi solo perché c’è Gino MAMONE e senza di lui non si prenderebbero gli appalti. Mentre l’omertà regnava sovrana e tutti facevano quadrato intorno all’ECO-GE nel nome dell’occupazione, i MAMONE li sfruttavano, avviando poi lo “svuotamento” dell’azienda e portando milioni e milioni di euro all’estero, grazie agli assorbenti della moglie di Gino MAMONE, Ines CAPUANA trasferitasi in Svizzera, a Lugano.